Le malattie ematologiche

Le malattie ematologiche rappresentano una delle sfide più impegnative per la ricerca scientifica. Nei Paesi sviluppati l’incidenza dei tumori del sangue come linfomi e leucemie è pressoché raddoppiata negli ultimi 25 anni, causando circa 200.000 decessi l’anno. I target terapeutici sono in costante aggiornamento, grazie alla ricerca scientifica in campo ematologico che continua a spostare in avanti le frontiere, affinando strumenti conoscitivi, ma soprattutto sperimentando le nuove molecole “intelligenti” riuscendo così ad ampliare il range delle forme tumorali che possono essere trattate con soddisfazione. Oggi, la sopravvivenza ha raggiunto valori superiori dell’80% per la leucemia linfatica acuta del bambino e per talune forme di leucemia acuta dell’adulto e del 60% per i linfomi non Hodgkin, riferita soprattutto alle forme aggressive. Anche in forme difficilmente guaribili come il mieloma multiplo, la qualità di vita è decisamente migliorata e il tempo di sopravvivenza è quasi raddoppiato in pochi anni.

In queste ultime tre decadi l’ematologia ha subito una rivoluzione copernicana a livello biologico e clinico-terapeutico. Del tutto recentemente le moderne acquisizioni di biologia molecolare hanno permesso di ampliare le nostre conoscenze sulla biologia della patologia ematologica che, spesso, si sono tradotte in terapie più selettive. Per poter permettere una diffusione regionale di tali conoscenze, si è reso necessario creare in Italia reti regionali ematologiche che rappresentano un nuovo modello di collaborazione sistematica, finalizzate a realizzare percorsi  assistenziali integrati tra gli specialisti di area diversa e di diverse strutture e la medicina territoriale, garantendo qualità delle cure e continuità assistenziale.