Le patologie trattate presso la EMATOLOGIA 1 dell’A.O.U. San Martino

Leucemia Acuta Mieloide dell’adulto (LAM): è la forma di leucemia acuta più frequente nell’adulto-anziano con un’età media >60 anni; entrambi i sessi sono colpiti, con una lieve predominanza per quello maschile.

Leucemia Acuta Promielocitica (LAP): è un sottotipo distinto di LAM  con peculiari caratteristiche patogenetiche, molecolari, fisiopatologiche e cliniche che la rendono di fatto una entità patologica quasi a sé stante e rappresenta, a seconda delle casistiche, il 5-15% di tutte le forme di LAM.

Leucemia Acuta Linfoide dell’adulto (LAL): è una malattia non frequente (15% delle forme leucemiche) in cui vi è una proliferazione maligna di cellule linfoidi nel midollo, nel sangue venoso periferico e nel sistema nervoso centrale. E’ molto più frequente nel bambino e le esperienze fatte in età pediatrica sono state utilizzate per l’approccio diagnostico e terapeutico anche nell’adulto.

Leucemia Linfatica Cronica (LLC): è una malattia in cui vi è un aumento dei linfociti, che si presentano morfologicamente maturi ma immunologicamente non funzionanti. La leucemia linfatica cronica colpisce prevalentemente i soggetti di età superiore ai 60 anni ed il decorso clinico è molto lento.

Hairy Cell Leukemia (HCL): è una rara forma di leucemia cronica, che colpisce più frequentemente il sesso maschile dopo i 50 anni. Ha una evoluzione generalmente lenta e può rimanere asintomatica per lungo tempo.

Leucemia Mieloide Cronica (LMC): è un disordine dell’emopoiesi caratterizzato da una proliferazione e da un progressivo accumulo di cellule mature granulocitarie a livello midollare. E’ un disturbo clonale legato all’espansione di una cellula staminale già orientata, che mantiene la capacità iniziale di differenziarsi verso la linea dei globuli bianchi.  E’ una malattia che ha la massima incidenza tra i 50 e i 60 anni, colpisce prevalentemente il soggetto maschile ed è molto rara nei bambini.

Policitemia Vera (PV): La policitemia è legata ad un aumento della massa dei globuli rossi, non è legata a cause specifiche e preferibilmente colpisce il soggetto di sesso maschile sopra i 60 anni. E’ una malattia di raro riscontro con una incidenza di circa 5-20 casi per milione di abitanti.

Trombocitemia Essenziale (TE): è una malattia del midollo osseo in cui vi è una iperplasia dei megacariociti midollari con una aumentata produzione e persistenza di piastrine elevate nel sangue periferico al di sopra delle 600.000. L’età media di insorgenza è sopra i 50 anni senza predilezione di sesso, ma nelle donne vi è un secondo picco di incidenza sotto i 30 anni.

Mielofibrosi Primitiva (MP): è una malattia dovuta a proliferazione della cellula staminale non orientata, cioè in grado ancora di dividersi e formare le normali cellule del midollo. E’ una malattia abbastanza rara, che predilige il sesso maschile, con un esordio lento e progressivo ed un età media di insorgenza intorno ai 60 anni.

Leucemia Mielomonocitica Cronica (LMMC): è una patologia ematologica caratterizzata da un aumento del numero dei monociti nel sangue periferico al di sopra del valore di 1000/microlitro.

Sindromi Mielodisplastiche (MDS): con la denominazione di Sindrome Mielodisplastica o Mielodisplasia si identificano un gruppo eterogeneo di patologie ematologiche, in cui vi è un disturbo della cellula staminale che è alterata nei processi di differenziazione e proliferazione. Questo determina una morte cellulare precoce ed è responsabile dei quadri di citopenia periferica, con anemia, neutropenia e piastrinopenia.Sono più frequenti nel sesso maschile dopo i 60 anni e molto spesso il riscontro è occasionale.

Il Linfoma di Hodgkin (LH): è una forma di neoplasia del sistema linfatico. Si caratterizza per la presenza nel contesto della massa linfonodale di alcuni elementi francamente neoplastici, peculiari di questa forma (cellule di Reed-Sternberg e cellule di Hodgkin) accanto a normali cellule di verosimile natura reattiva (polimorfonucleati, eosinofili, monociti/macrofagi, etc.). Vi è una tipica distribuzione per età con due fasce più colpite, una vicino ai 30 anni e una dopo i 70 anni di età.

Il Linfoma non Hodgkin (LNH) aggressivi ed indolenti: sono un gruppo eterogeneo di neoplasie che hanno origine dai linfociti B e T. Questa eterogeneità dipende dai diversi aspetti istologici, dalla diversa sede di localizzazione, dall’età del paziente, e dalla tendenza del linfoma a rimanere localizzato o a disseminarsi nell’organismo.  L’incidenza del linfoma è andata aumentando nel corso degli anni in tutto il mondo, ed è particolarmente frequente negli anziani.

Il Linfoma non Hodgkin T (LNH-T): Un gruppo di linfomi rari ed eterogenei sono rappresentati dai linfomi T, che comprendono i linfomi T maturi ed i natural-killer. La frequenza di tali linfomi varia in base alla localizzazione geografica e all’origine etnica. Rispetto ai linfomi di derivazione B, rimangono per lo più malattie poco definite con una prognosi a 5 anni di circa il 30%.

  • Linfoma anaplastico a grandi cellule
  • Linfomi a cellule T periferiche
  • Micosi fungoide:
  • Sindrome di Sezary:

 

Il Mieloma Multiplo (MM): è una patologia neoplastica dovuta all’accumulo di cellule immunologicamente differenziate che si chiamano plasmacellule. Queste hanno la capacità di sintetizzare una proteina, riconoscibile come immunoglobulina o parte di essa, questa proteina si può ritrovare nel siero e/o nelle urine. Le cellule del mieloma hanno la particolarità di distruggere la matrice dell’osso creando delle fratture patologiche. Colpisce frequentemente il sesso maschile con una età media di 60 anni; negli ultimi anni vi è stato un incremento dei nuovi casi, legato probabilmente all’aumento della vita media.

Gammopatie Monoclonali: questo termine indica alterazioni degli esami di laboratorio dovute alla produzione di una proteina anomala prodotta in eccesso da cellule della linea linfoide in grado di secernere (plasmacellule). Tale proteina è una immunoglobulina o una parte di essa. Colpiscono l’età adulta con una maggiore incidenza dopo i 70 anni, ed una maggiore frequenza nella popolazione di colore. Nel soggetto anziano l’evoluzione clonale maligna, vista l’età di insorgenza, è meno frequente.

Morbo di Waldenstrom: è una rara malattia, che predilige il sesso maschile dovuta all’espansione di un clone B non ancora differenziato a plasmacellula (piccoli linfociti, linfoplasmociti), ma in grado di secernere una immunoglobulina clonale di tipo IG M. Molto spesso è di riscontro occasionale, ma più spesso è tipica di un soggetto anziano che lamenta disturbi aspecifici e disturbi di circolo, spesso di quello cerebrale, o comunque di distretti periferici.

Amiloidosi: il termine amiloidosi è utilizzato per descrivere un gruppo di patologie eterogenee, tutte caratterizzate dalla presenza di materiale proteico depositato intorno alle cellule dei tessuti. Tale materiale si chiama amiloide. La struttura di base di questo materiale proteico è uguale nelle diverse forme ed è organizzato a formare una struttura a forma di elica che lega un colorante specifico, detto Rosso Congo, che ne permette il riconoscimento.

Emoglobinuria parossistica notturna: è una malattia rara, clonale legata ad una mutazione somatica del gene PIG-A nelle cellule staminali. Le cellule mature che derivano dalla staminale malata presentano dei difetti di membrana. Il clone coesiste generalmente insieme ad una popolazione emopoietica normale, ma in alcuni casi può costituire l’unico compartimento proliferante. Colpisce tutte le classi sociali e tutte le età, caratterizzata da emolisi intravascolare cronica e disturbi legati ad un cattivo funzionamento midollare.
Può evolvere, trasformandosi in anemia aplastica o in leucemia acuta. Sono stati descritti anche casi di guarigione spontanea.

Piastrinopenie: si ha una piastrinopenia quando il numero delle piastrine circolanti è inferiore alle 150.000/mmc. Soltanto però quando le piastrine scendono al di sotto di 20.000, vi può essere una sintomatologia emorragica con porpora cutanea, epistassi, gengivorragia, etc.  La soglia in cui compare sintomatologia emorragica però varia da paziente a paziente perché dipende dalla natura dei meccanismi piastrinopenizzanti, dalla concomitanza di fattori costituzionali e immunologici: esistono quindi condizioni in cui, anche se il valore di piastrine è solamente modicamente inferiore, vi può essere una importante sintomatologia emorragica. Esistono diversi tipi di piastrinopenia che si possono distinguere in base al meccanismo fisiopatologico che le determina.

Coagulopatie congenite ed acquisite: sono difetti dovuti alla carenza di uno o più fattori plasmatici della coagulazione, congeniti o acquisiti. Tra le forme congenite ricordiamo:

  • Emofilia A: c
  • Emofilia B:
  • Emofilia C:
  • Malattia di Von Willebrand:
  • Deficit epatici:
  • Deficit di vitamina K:
  • Presenza di inibitori della coagulazione:
  • Coagulazione intravasale disseminata:

 

Anemia sideropenica: si definisce carenza di ferro una condizione con riduzione del contenuto di ferro del corpo al di sotto dei valori normali, causando un difetto di produzione dell’eme e quindi una riduzione della produzione emoglobinica.  Le cause sono da ricercare nelle perdite ematiche croniche dal tubo gastroenterico per ulcere, gastriti, diverticoli o neoplasie del tratto gastroenterico delle vie urinarie o respiratorie e soprattutto del ciclo mestruale nelle donne in età fertile o nelle carenze dietetiche, che riguardano tutte le età della vita, soprattutto i bambini durante l’accrescimento o nel ridotto assorbimento da resezioni gastriche molto estese.

Anemie carenziali: sono un gruppo di anemie caratterizzate da macrocitosi (aumento delle dimensioni cellulari) dei globuli rossi dovuta ad una alterata sintesi di DNA con ritardo di maturazione del nucleo e normale maturazione del citoplasma della cellula.  Sono dovute a forme carenziali di vitamina B12 e di acido folico; meno frequentemente sono legate a disturbi congeniti del metabolismo purinico o pirimidinico, o all’interferenza di farmaci citostatici che possono causare disturbi del metabolismo vitaminico.

Anemie emolitiche: sono dovute ad una eccessiva distruzione dei globuli rossi, per cause intrinseche (il deficit è legato alla struttura del globulo rosso) o estrinseche (il danno viene solo subito dal globulo rosso). I sintomi sono molto variabili a seconda della natura del disordine responsabile dell’accelerata distruzione del globulo rosso e dalla velocità con cui avviene questa distruzione: si possono infatti, avere delle situazioni di emolisi cronica in cui il midollo può compensare completamente l’emolisi e non vi è anemia, oppure di emolisi acuta con gravissima anemia.

Anemia Falciforme o Drepanocitosi: è un disordine genetico, legato ad una alterazione del gene che dirige la produzione di emoglobina. In particolare, il danno colpisce la catena beta dell’emoglobina e ne deriva una forma anomala denominata emoglobina S, per sostituzione di un residuo aminoacidico di glutamina con un residuo di valina. Le molecole di emoglobina S tendono ad aggregarsi fra loro e formare dei filamenti all’interno dei globuli rossi. Questi globuli rossi deformati detti a mezza luna o a falce, sono rigidi e sono incapaci di scorrere all’interno dei piccoli vasi, creando occlusioni della piccola circolazione.

Emocromatosi: è una condizione patologica in cui si accumula ferro in diversi organi, causandone un malfunzionamento. Esiste una forma primitiva, l’emocromatosi ereditaria, malattia genetica a trasmissione autosomica recessiva, il cui gene responsabile (denominato HFE) è localizzato sul cromosoma 6. Sono riconosciute 2 mutazioni, ambedue per sostituzione aminoacidica: è possibile che esistano altre mutazioni non ancora riconosciute. La malattia si manifesta nel sesso maschile, intorno ai 40-50 anni: compare generalmente una sintomatologia sfumata con astenia, artralgie e dolori addominali. Successivamente compaiono i segni di insufficienza epatica con aumento delle transaminasi, epatomegalia, diabete e in fase avanzata cirrosi epatica, cardiopatia e atrofia testicolare. Una caratteristica colorazione brunastra della pelle accompagna la malattia.

Le Sindromi Talassemiche: Le talassemie sono disordini genetici ereditari, nelle quali un difetto comporta la riduzione o la abolizione completa della sintesi di una o più catene della molecola dell’emoglobina. Questa è una proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno ai tessuti. Sono malattie comuni nei paesi del Mediterraneo, del Sud-Est Asiatico e dell’Africa Equatoriale.

Malattie Autoimmuni: I disordini autoimmuni sono malattie causate dall’organismo che produce una risposta immunitaria contro i propri tessuti. La causa delle malattie autoimmuni è sconosciuta, ma sembra che in molti casi c’è un’ereditata predisposizione a sviluppare la malattia autoimmune. In pochi tipi di malattia autoimmune (come la febbre reumatica), un batterio o un virus scatenano una risposta immunitaria, e gli anticorpi o cellule T attaccano le cellule normali perché esse hanno qualche parte della loro struttura che assomiglia ad una parte della struttura del germe infettante. I disordini autoimmuni si suddividono in due tipi  generali: quelli che danneggiano  molti organi (malattie autoimmuni sistemiche) e quelli dove solo un singolo organo o tessuto è direttamente danneggiato dal processo autoimmune (localizzato).

Lupus Eritematoso Sistemico (LES): Il nome Lupus eritematoso sistemico risale all’inizio del XX secolo. Lupus è la parola latina che significa lupo, e si riferisce alla caratteristica eruzione cutanea a forma di farfalla riscontrata sul viso di molti pazienti affetti da LES, che ricordava ai medici i contrassegni bianchi presenti sul muso dei lupi. L’esordio avviene più comunemente in età fertile (da 15 a 45 anni) e più frequentemente nella popolazione femminile (in questo gruppo d’età 9 casi su 10 sono donne). Uno studio compiuto americano ha mostrato una maggiore incidenza del LES nelle donne d’origine afro-americana, ispanica, asiatica e indigena, ma si ritiene che ciò sia dovuto a fattori socioeconomici.

Trapianto di cellule staminali autologhe (Autotrapianto): Il trapianto negli ultimi decenni è stato impiegato con sempre maggiore frequenza in tutto il mondo fino a diventare parte integrante nel trattamento di numerose patologie ematologiche e non, che un tempo risultavano fatali. La procedura consiste in una chemio/radioterapia a dosi sovramassimali volta ad eradicare l’emopoiesi, cioè la fabbrica che crea le cellule del sangue, seguita dalla infusione di cellule staminali ovvero delle cellule progenitrici da cui hanno origine tutte le cellule del sangue. Quando le cellule staminali reinfuse, precedentemente raccolte ed adeguatamente conservate, sono quelle del paziente stesso, il trapianto si definisce autologo.

Trapianto con condizionamento non mieloablativo di cellule staminali da donatore consanguineo (RICT): Il trapianto allogenico con condizionamento standard, volto cioè alla totale eradicazione dell’emopoiesi del paziente, ha come limite una elevata tossicità responsabile dell’alta percentuale di mortalità correlata al trapianto, valutabile in circa il 20-30%. Il trapianto allogenico con condizionamento non mieloablativo consiste in una procedura che utilizza farmaci meno potenti o a dosi ridotte in modo da ridurre la morbilità e soprattutto la mortalità nei primi 100 giorni post-trapianto. Questo rende possibile l’applicazione del trapianto allogenico anche a quei pazienti pesantemente trattati per la loro malattia, in cattive condizioni cliniche o troppo anziani, che verrebbero pertanto ritenuti non eleggibili ad eseguire un trapianto allogenico con condizionamento standard. Il donatore, in genere una sorella o un fratello risultato HLA compatibile, viene sottoposto ad uno screening pre-trapianto che rispetta le regole di quello del donatore di sangue per i Centri Trasfusionali, il donatore familiare viene sottoposto al prelievo di cellule staminali periferiche tramite aferesi dopo stimolazione con fattore di crescita (sostanza in grado di aumentare la quota di cellule staminali in periferia), senza necessità di alcun tipo di anestesia.