Progetto Lymphoma Unit

Premessa: Grazie ai notevoli progressi registrati nella diagnosi e nella terapia, i linfomi sono oggi tra le neoplasie più curabili, con tassi di sopravvivenza a 5 anni di circa il 90% per il Linfoma di Hodgkin (LH)  e di circa il 70% per i Linfomi non Hodgkin (LNH).

Fin dagli anni ’50 lo studio e la cura dei linfomi ha rappresentato una importante attività della Scuola Ematologica Genovese. Negli ultimi anni si è registrato un significativo incremento della casistica, in virtù anche di una notevole capacità di attrazione extraregionale.

I linfomi costituiscono l’oncoemopatia di gran lunga più frequente, con circa 200 nuovi casi diagnosticati annualmente nelle strutture aziendali. In complesso la popolazione di pazienti diagnosticati con linfoma negli ultimi 10 anni e che accedono almeno una volta all’anno al Dipartimento di Ematologia supera i 1500 casi  tra  LH e LNH per cui, appare quanto mai opportuno procedere ad una riorganizzazione delle attività assistenziali e di ricerca attraverso la realizzazione del progetto “Lymphoma Unit“, alla stregua di quello che è avvenuto e sta avvenendo nei più importanti ospedali europei.

Gli obiettivi principali del progetto possono essere così riassunti:

  1. Mantenere elevata la qualità dell’offerta assistenziale ai pazienti
  2. Favorire la crescita culturale di tutte le figure professionali coinvolte nella diagnosi e nella terapia dei linfomi
  3. Intensificare la ricerca nel settore

Il progetto  “Lymphoma Unit”  prevede i seguenti punti:

  1. Monitoraggio sistematico della incidenza, mortalità, sopravvivenza e prevalenza delle neoplasie linfoidi in Liguria e monitoraggio dell’efficacia degli interventi diagnostico-terapeutici, in collaborazione con l’osservatorio studi ad alta risoluzione del Registro tumori della Regione Liguria, Attraverso l’acquisizione sistematica dei dati relativi ai percorsi diagnostico-terapeutici ed all’outcome clinico (risposta alla terapia, sopravvivenza) l’osservatorio rappresenterà uno strumento importantissimo per la verifica della qualità della assistenza erogata, e per la pianificazione degli interventi  sanitari nel settore.
  2. Definizione di un idoneo percorso diagnostico-terapeutico per i pazienti affetti da patologie linfoidi che abbia  finalità sia di screening (attualmente i pazienti con adenopatie seguono percorsi piuttosto frammentari e diversificati nell’ambito della Regione Liguria), ma soprattutto di un accertamento diagnostico corretto, basato sulle più moderne conoscenze cliniche e patologiche.  Tale percorso andrà definito e condiviso con diverse figure professionali.
  3. Un ruolo centrale dovrà essere rappresentato dalla creazione di una “BIOBANCA”, cioè dalla raccolta e dalla conservazione di tessuti, DNA, RNA e proteine correlate con la neoplasia, per la definizione ad esempio dei profili di espressione genica e dei profili di espressione proteica. La capacità di raccogliere e conservare correttamente il tessuto neoplastico rappresenta oggi infatti una possibilità in più per sviluppare approcci terapeutici sempre più mirati (Target therapy) e, si spera, sempre più efficaci (Best cure).
  4. Definizione di appropriati protocolli diagnostico-terapeutici per i vari tipi di linfoma.
  5. Potenziamento della ricerca clinica, locale (sviluppo nuovi farmaci e nuove modalità terapeutiche), nazionale (partecipazione alle attività del GISL, dell’IIL del GIMEMA e di altri network nazionali) ed internazionale (T-Cell Project, Collaborazioni con GELA, EORTC, NCRI, NCIC, Mantle Cell Network)
  6. Potenziamento delle linee di ricerca traslazionale e di base. In particolare studio in vitro e sull’animale di nuove molecole per comprendere i meccanismi di azione  e le possibili sinergie.
  7. Armonizzazione e potenziamento dell’offerta didattica (Insegnamento nei Corsi di Laurea e Specializzazione, Masters) e formativa (Corsi ECM, Convegni, Congressi, Seminari).